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giovedì 14 aprile 2011

Introduzione alla letteratura del Romanticismo tedesco

ISBN: 9788849129786

Monika Schmitz Emans

Introduzione alla letteratura del Romanticismo tedesco

Il presente volume, ponendo l’attenzione sull’etimologia e sull’evoluzione storico-linguistica della parola “romantico”, permette di avere una “base filologica”. Il breve excursus sul pensiero filosofico del tempo e quello sul legame Romanticismo/settore scientifico fa partire la vera e propria analisi, che evidenzierà la predilezione per la dicotomia luce e oscurità, rimandando al rapporto fra conscio e inconscio. Il dilagare del movimento interesserà, anche, la pittura, che considererà il paesaggio come rappresentazione dell’unità di materia e spirito.

mercoledì 20 ottobre 2010

Che cosa sono gli e-book

ISBN: 9788843044894

Alessandro Cecconi; Valerio Eletti

Che cosa sono gli e-book. Con materiali scaricabili

Con il termine e-book c’è chi indica i testi scaricabili da Internet, chi i dispositivi di lettura, chi i romanzi e i saggi interattivi e chi, infine, specifici prodotti ipermediali ricchi di video e di ambientazioni 3D. Obiettivo di questo lavoro è fare chiarezza in questo ambito confuso e in fermento da cui emergono non solo curiosità tecniche e continue innovazioni (come la carta elettronica o e-paper), ma anche questioni chiave della cultura occidentale, dal problema del diritto d’autore delle opere digitali (copyright, copy-left, creative commons) fino alla sempre paventata “morte del libro”. Materiali allegati disponibili sul sito dell’editore.

lunedì 14 giugno 2010

Scrittori giocatori

ISBN:  9788806199050

Stefano Bartezzaghi

Scrittori giocatori

Il gioco può essere un argomento della letteratura, la stessa letteratura può essere occasione e campo di gioco (come in Italia è accaduto soprattutto a Dante Alighieri). Ma il gioco può essere anche un modo di intendere la letteratura: ci sono scrittori che hanno un’idea giocosa della letteratura, a diversi gradi di giocosità. Vengono subito in mente i “manierismi letterari”, la “poesia artificiosa”, l’Oulipo; ma Stefano Bartezzaghi ha deciso con questo libro di dedicarsi non tanto a coloro che mettono in bella evidenza l’intento giocoso della letteratura, ma a quegli scrittori che usano il gioco per invitare il lettore a una relazione più appassionata, più coinvolgente e alla fine (con tutte le astuzie, i depistaggi, gli inganni consentiti - e benedetti - in letteratura) più diretta di quella assicurata dall’ordinaria amministrazione narrativa e poetica.

E così, accanto a capitoli dedicati agli autori che ci aspetteremmo (Calvino, Nabokov, Queneau), troviamo convocati Dante, Proust, Arbasino, Celati, Pontiggia, DeLillo (ma anche John Cage, Alighiero Boetti e Roland Barthes…): idealmente, troviamo tutti coloro che sanno esercitarsi con libertà e fantasia quando scrivono la loro arte.

Tutti quegli scrittori convinti, come il Don DeLillo di Underworld, che “il gioco non cambia il modo in cui dormi o ti lavi la faccia o mangi. Non ti cambia nient’altro che la vita”.

venerdì 22 gennaio 2010

I quarantanove gradini

ISBN: 9788845908545

Roberto Calasso

I quarantanove gradini

Nietzsche, Kraus, Robert Walser, Adorno, Bazlen, Céline, Benjamin, Freud, Benn, Brecht, Schreber, Wedekind, Bloy, Reich, Léautaud, Heidegger, Michelet, Stendhal, Marx, Weininger, Simone Weil, Stirner, Flaubert, Hofmannsthal: di loro – e di altri (tutti appartenenti a quell’età arcaica che fu chiamata «il moderno») – si parla in questo libro. Sono incontri che hanno lasciato traccia in saggi, indagini, articoli composti nel corso di più di vent’anni e qui presentati nell’ordine in cui sono stati scritti.

Le connessioni sono molto fitte – e dovrebbero affiorare strada facendo. Così, se all’inizio incontriamo la tesi di Nietzsche su «come il “mondo vero” finì per diventare favola», alla fine le risponderà un saggio su quel terrore delle favole che sta sul fondo della disputa teologica di Platone contro Omero e ancora oggi opera fra le quinte della nostra mente. Come anche: percorre il libro da capo a fondo, ma già è accennato nel titolo, un simultaneo omaggio ai mani di Walter Benjamin e di Alfred Hitchcock.