Luigi Salvatorelli
Leggenda e realtà di Napoleone
«Questo libretto, scritto in qualche settimana del 1943 e pubblicato pressoché clandestino "al tempo dell'Italia tagliata in due", rimase ignoto al gran pubblico».
Così Luigi Salvatorelli iniziava la prefazione del suo libro, che, nonostante i tempi rapidi di stesura, è il risultato di una lunga preparazione e di una severa e approfondita meditazione storica.
In questo saggio, lo storico italiano esamina in maniera lucida e critica quella "leggenda napoleonica", creata in gran parte dallo stesso Napoleone e che si è sviluppata soprattutto dopo il 1830, sopravvivendo a lungo nella storiografia francese.
Salvatorelli demolisce i miti e i motivi più divulgati e vistosi, da quello di Napoleone salvatore della Francia dall'anarchia e restauratore dell'ordine a quello di Napoleone antesignano degli Stati Uniti d'Europa.
Il testo quindi, finemente presentato da Luigi Mascilli Migliorini, altro grande specialista di Napoleone, è importante per capire il complesso periodo della storia europea apertosi con il 1789 e conclusosi con Waterloo e il Congresso di Vienna, ma anche i suoi rapporti, di continuità e di frattura, con il periodo storico successivo, dal 1815 a oggi.
giovedì 14 giugno 2007
Leggenda e realtà di Napoleone
venerdì 1 giugno 2007
Il mio amico Napoleone
Betsy Balcombe
Il mio amico Napoleone. Memorie di una ragazza inglese a Sant'Elena
Il 16 ottobre 1815 Napoleone Bonaparte giunse a Sant'Elena, dove avrebbe trascorso in esilio gli ultimi anni della sua vita. La sconfitta di Waterloo e il congresso di Vienna avevano decretato la restaurazione del vecchio ordine europeo.
In attesa di insediarsi a Longwood, nella dimora assegnatagli dagli inglesi, l'imperatore fu ospitato nella residenza di William Balcombe, soprintendente dell'East India Company.
Nessuno poteva immaginare che Betsy, la figlia quattordicenne di Balcombe, ritrovatasi a vivere a stretto contatto con il celebre prigioniero, sarebbe diventata la sua insostituibile amica e confidente.
Questo libro di memorie, pubblicato per la prima volta nel 1844, è il resoconto fedele di un'amicizia insolita, attraverso il quale la figura di Napoleone viene restituita al lettore nella sua dimensione più privata e umana.
Betsy racconta il "suo" Napoleone, visto da vicino in una dimensione privata e quotidiana, circondato da generali gelosi uno dell'altro, da dame litigiose e servitori fedelissimi, tutti consapevoli di recitare un dramma cui fa da sfondo sempre vivo la grande storia.
domenica 13 maggio 2007
Wagram. L'ultima vittoria di Napoleone
WAGRAM
L'ULTIMA VITTORIA DI NAPOLEONE
di GUNTHER E. ROTHENBERG
Collana: "LEGuerre", n° 38
Brossura, pagine: 283
Prima edizione "LEGuerre", marzo 2007
ISBN: 978-88-6102-011-5
prezzo: Euro 26,00 i.i.
Note:
TRADUZIONE di MAURO PASCOLAT
Redazione storico-militare di ANTONIO GREMESE
Con 6 mappe (battaglie di Aspern-Essling e Wagram) f.t.
Apparato iconografico originale (XXXII pp. f.t., 24 ill. a colori)
di ILARIO BAILOT.
"Il fuoco è tutto; il resto non ha importanza", affermò Napoleone alla vigilia della battaglia di Wagram, ribadendo una convinzione da tempo elaborata. Di fatto, il cruento scontro che il 5 e 6 luglio 1809 oppose su un fronte di 22 chilometri gli eserciti francese ed austriaco (una forza complessiva di 300.000 uomini), fu il più imponente combattimento delle guerre napoleoniche, un fatto d'armi che da ambo le parti vide un impiego del fuoco d'artiglieria senza precedenti. La campagna danubiana del 1809, risultato della rinnovata aggressività bellica dell'Austria dopo le ripetute sconfitte culminate nella rotta di Austerlitz del 1805 e le conseguenti perdite territoriali a vantaggio dei francesi, si caratterizzò per l'alternarsi delle fortune dei contendenti. In una prima fase, dopo l'occupazione di Vienna, Bonaparte cercò con risolutezza l'annientamento dell'Armata principale dell'arciduca Carlo, finendo però col subire uno scacco ad Aspern-Essling nel mese di maggio: gli austriaci avevano fatto propria la tattica dei sistemi di corpi d'armata ideata da Napoleone, sicché per l'imperatore diventava arduo assestare il colpo definitivo al nemico. Tale stato di cose condusse allo scontro d'attrito dei due giorni di Wagram, che segnò una svolta fondamentale nella conduzione della guerra in generale, preannunciandone i suoi sviluppi moderni.