Scott Kelby
Il libro della fotografia digitale. Le apparecchiature, le tecniche, le impostazioni, i trucchi per scattare foto da professionisti
Ecco come Scott descrive questo libro nella sua brillante introduzione:
"L'idea è semplice: voi e io siamo fuori a scattare foto. Mentre stiamo scattando, voi mi fate delle domande a cui io rispondo come se stessimo realmente dialogando: senza girarci intorno, senza tecnicismi o giri di parole ma andando direttamente al nocciolo.
Ad esempio, mentre siamo in giro a fare fotografie, una domanda tipo potrebbe essere: Scott, voglio fare uno scatto con quel fiore centrale a fuoco e lo sfondo fuori fuoco. Come faccio?
A una domanda di questo tipo non rispondo con una trattazione sull'apertura dell'obbiettivo, sull'esposizione e su come questa varia in funzione della velocità dell'otturatore e dell'apertura; insomma non parlo di tutte quelle cose che trovereste normalmente in qualsiasi libro che tratta di fotografia digitale.
In una situazione reale, mi girerei e vi direi: 'Puntate la lente dello zoom, impostate l'apertura su f/2.8, mettete a fuoco il fiore e via... scattate!'
Così funziona questo libro. In pratica, siamo io e voi in giro a fare scatti, e io vi passo i trucchi, i segreti e le tecniche che ho carpito negli anni ai professionisti'.
lunedì 11 giugno 2007
Fotografia digitale
giovedì 7 giugno 2007
Roma in Africa
Donata Pizzi
Roma in Africa
"Per anni ho cercato di capire come trasmettere, attraverso la fotografia, la straordinaria impressione che avevo provato di fronte alle città romane in Africa, remote nel tempo e nello spazio, distanti e rarefatte, come appena accennate in orizzonti amplissimi.
È forse impossibile resistere al fascino, alla provocazione, di due ingredienti fatalmente romantici: le rovine e il deserto. Un impatto così forte, come tradurlo in fotografia?
Per me era decisivo evitare l'esotico da cartolina. Ho pensato che avrei potuto lavorare per sottrazione, guardando come attraverso una fessura. Ho pensato al gesto automatico di strizzare gli occhi per mettere a fuoco un grumo lontano, ho pensato alla cornice obbligata dal turbante aperto solo sugli occhi dei tuareg: il tentativo di contenere il tutto in una porzione."
Sono queste le suggestioni cui ci conduce Donata Pizzi in un viaggio fotografico di straordinaria intensità tra le rovine di Roma nel Nord Africa.
Ridotta al minimo la dominanza dei colori del cielo, del mare o del deserto, la forza e la potenza della pietra emergono nella loro assoluta purezza e in una sintesi perfetta, ormai sedimentata, con il paesaggio che la ospita.