Titolo: L’emozione genealogica
Collana: Paganitas
Prezzo: 12,00€
Questo blog è un contenitore di articoli, riflessioni e recensioni di libri.
“Hegel è il mio eroe tra i filosofi, e non posso mai pensare alla sua giustificazione della proprietà privata come il giungere alla coscienza dell’io libero senza visitare la cantina per trovarne una conferma istantanea”, per esempio un Chianti classico di Vignamaggio, “dove nacque la Monna Lisa di Leonardo”. Ma se invece vi tocca qualche volume di Tommaso d’Aquino, resistete piuttosto con quel “Montepulciano d’ogni vino re” celebrato a suo tempo da Francesco Redi. Peggio ancora se vi imbattete nel “gergo” insopportabile di Husserl, affidatevi al più forte sturabudella che avete! Insomma, c’è una bevanda per ogni filosofo, dall’acqua fresca al vino spumeggiante, e a quest’ultimo vanno prevalentemente le simpatie di Roger Scruton in questo libro ancor più provocatorio del solito. Il suo è un ironico omaggio al dono di Bacco e anche alle trappole della metafisica - ben lontano dall’irritante prolissità con cui i cosiddetti esperti scrivono di vino e di generi affini, ma attento alla dialettica della storia che nei secoli ha unito vino e civiltà.
Il volume comprende i due corsi che Martin Heidegger tenne all’Università di Friburgo durante l’anno di rettorato: il primo, intitolato Die Grundfrage der Philosophie, si svolse, nel semestre estivo 1933; il secondo, Vom Wesen der Wahrheit, nel semestre invernale 1933/34. I due corsi documentano il lavoro filosofico che Heidegger dedicò all’intesa critica di ciò che allora - siamo agli inizi del criminale regime hitleriano - si stava generando. Tema dell’interrogazione è il rapporto tra essere e verità, rapporto mai chiarito nel corso della tradizione filosofica e che Heidegger affronta a partire dall’esperienza di Essere e tempo, dandogli ora però un’intonazione politica. E qui, per esprimere e chiarire maggiormente il nuovo concetto di politica, egli svolge un’originale interpretazione della Repubblica di Platone. Fondamentali sono le pagine che il pensatore dedica al “mito della caverna”, ove il filosofo torna con l’intenzione di liberare i prigionieri, cioè gli uomini, dalla forza di attrazione delle ombre.
Claudio Bonvecchio (cur.)
L’opera di Tolkien è, per ampiezza e profondità, uno dei più rilevanti fenomeni culturali e sociali dell’età moderna. Al pari di Siddharta di Herman Hesse, Il Signore degli Anelli è riuscito ad interpretare le esigenze e i problemi di una società esausta e massificata che affidava e affida al regno della parola ciò che, nella realtà, non era e non è più in grado di esprimere. Scorrere le pagine scritte da Tolkien equivale perciò a entrare in un altro mondo, in una dimensione “altra”. Per questo, Il Signore degli Anelli non è un semplice divertissement letterario, ma qualcosa di più profondo e importante. È l’impegno in una ricerca al cui termine non c’è un “Monte Fato” da raggiungere e neppure un “anello” da gettare nel magma infuocato del destino. C’è però una meta cui pervenire, che coincide con quella maturazione interiore e con quella ricerca di se stessi che rifiuta ogni vincolo, ogni anello del potere con tutte le sue seduzioni e con tutti i suoi pericoli.
Culto della giovinezza, idolatria dell’intelligenza, ossessione della crescita economica, tirannia della moda: sono alcuni dei miti di oggi che Umberto Galimberti passa in rassegna per smontarli e denunciarne la natura ingannevole, mostrando come i falsi miti siano in realtà “idee malate”, non avvertite come tali, e quindi tanto più capaci di diffondere i loro effetti nefasti senza trovare la minima resistenza. Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi non logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola rassicurano. Eppure molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo.
Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.
La rivoluzione democratica in Francia
La Rivoluzione francese ha avuto il desiderio, ed è questo desiderio che l’ha resa non solo sacra, ma santa agli occhi dei popoli, ha avuto il desiderio di introdurre la carità nella politica; ha concepito dei doveri dello Stato verso i poveri, verso i cittadini che soffrono, una idea più estesa, più generale, più alta di quanto non si fosse avuto prima.
È questa idea che dobbiamo riprendere, non, lo ripeto, mettendo la preveggenza e la saggezza dello Stato al posto della preveggenza e della saggezza individuali, ma venendo realmente, efficacemente, coi mezzi che lo Stato possiede, in soccorso di tutti coloro che soffrono, sarebbero ridotti alla miseria se lo Stato non tendesse loro la mano.
Cabaret Voltaire. L’Islam, il sacro, l’Occidente
“La destra non è altro che la sinistra al culmine della sua fase senile. La guerra al sacro, mai portata a termine dalla sinistra, viene più efficacemente condotta dalla destra occidentalista, e non con la costruzione razionale della scienza, ma con le bandiere della libertà e della democrazia, due illusioni che non hanno neppure bisogno di nutrire utopie ma solo di formale enunciazione. Là dove il materialismo scientifico ha fallito, infatti, riesce il Pentagono, con il pensatoio destra liberale che impone il modello unico dell’individuo costretto a un solo destino: il consumo. E la consunzione di sé”.
Questa, icastica e implacabile, la condanna che pronuncia Pietrangelo Buttafuoco in questo libro. Un’accusa che, tuttavia, apre spiragli di comprensione importanti della realtà in cui viviamo. Prima di tutto nei confronti dell’Islam che, lungi dall’essere quello dipinto dalla cronaca giornalistica o dalla falsa democrazia liberale e statunitense, si dimostra straordinariamente vicino al valore che l’Occidente, tutto paillette, lustrini e televisione pornografica, sta cercando di rimuovere: il sacro, le forze primordiali della natura, i legami originari.
Cabaret Voltaire è un libro che segna un nuovo punto di inizio nel faticoso tentativo di comprensione dell’Islam, dei suoi rapporti con il cristianesimo, con il liberismo, con il mondo: oltre le categorie, inutili e stantie, di destra e sinistra, oltre ogni ideologia, per giungere al cuore delle cose.
Italo Sciuto
L'etica nel Medioevo. Protagonisti e percorsi (V-XIV secolo)
Einaudi
Oggi come sempre, oggetto del discorso etico sono concetti fondamentali e ineludibili quali bene e male, giustizia, libertà, felicità, virtù e cosi via. Ma l'elaborazione di tali concetti - attualmente intesi come assunti, anche se variamente declinati - non ha avuto una genesi sequenziale e omogenea.
Le nostre basi derivano dalle avventurose e spesso audaci riflessioni condotte in quel Medioevo ancora troppo spesso considerato come un insieme compatto di secoli connotati dalla scarsa originalità di pensiero.
Ben al contrario, questo libro svela un universo di intrecci variegati in cui autori cristiani di luminosa intelligenza hanno intrattenuto un dialogo costante non soltanto con gli Antichi, ma anche - in una prospettiva attualissima - con le tradizioni ebraiche e arabo-islamiche.
Ne è scaturito un intero panorama di mondi eterogenei, in cui l'etica si scinde e si moltiplica, dando vita a concezioni ora pragmatiche ora poetiche, a polemiche tanto aspre da generare vittime, a sperimentazioni mistiche accanto all'intransigenza inquisitoriale. È da questo insieme di "etiche", la nostra storia, che continuiamo ad attingere le nostre speranze quotidiane, ma anche le nostre incertezze e i sempre difficoltosi paradigmi di dialogo con l'"altro".
La Libreria Editrice Goriziana presenta "Autori e libri in giardino", una serie di appuntamenti estivi con scrittori, storici, studiosi e giornalisti.
Gli incontri che si terranno nel giardino interno della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi, 67, Gorizia) dal 14 luglio al 4 agosto 2007 con il seguente calendario:
Sabato 14 luglio alle 18
VALERIA PALUMBO E ADRIANO SEGATORI
L'intervista rovesciata. La giornalista Valeria Palumbo, autrice di Svestite da uomo (Bur, 2007), caporedattore de L'Europeo, studiosa di storia delle donne, si racconta nell'intervista con lo psichiatra e scrittore Adriano Segatori.
Sabato 21 luglio alle 18
PIERO MELOGRANI E STEFANO BIANCHI
Lo storico Piero Melograni, grande appassionato di musica, presenta il suo libro Toscanini. La vita, le passioni, la musica (Mondadori, 2007). Con l'autore dialoga il conservatore del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl" di Trieste, Stefano Bianchi.
sabato 28 luglio alle 18
EDOARDO CEREA E MARCO PERONI
La musica di Edoardo Cerea e i testi di Marco Peroni hanno creato un caso discografico. Il loro cd "Come se fosse normale" ha venduto nell'anno successivo all'uscita appena 28 copie nei negozi, ma ben 2000 tra concerti e sito internet. Vita, morte e miracoli (musicali) di una generazione di artisti invisibili.
sabato 4 agosto alle 18
MAURO COVACICH E FABRIZIO MEROI
Mauro Covacich è autore di successi editoriali come Trieste sottosopra, A perdifiato, Fiona, Storia di pazzi e di normali, Mal d'autobus. Fabrizio Meroi è docente universitario di filosofia. Si ritrovano per questo incontro due amici, compagni di studi, che hanno condiviso la passione per la letteratura e la filosofia.
Italo Sciuto
L'etica nel medioevo. Protagonisti e percorsi (V-XIV secolo)
Oggi come sempre, oggetto del discorso etico sono concetti fondamentali e ineludibili quali bene e male, giustizia, libertà, felicità, virtù e cosi via. Ma l'elaborazione di tali concetti - attualmente intesi come assunti, anche se variamente declinati - non ha avuto una genesi sequenziale e omogenea. Le nostre basi derivano dalle avventurose e spesso audaci riflessioni condotte in quel Medioevo ancora troppo spesso considerato come un insieme compatto di secoli connotati dalla scarsa originalità di pensiero.
Ben al contrario, questo libro svela un universo di intrecci variegati in cui autori cristiani di luminosa intelligenza hanno intrattenuto un dialogo costante non soltanto con gli Antichi, ma anche - in una prospettiva attualissima - con le tradizioni ebraiche e arabo-islamiche.
Ne è scaturito un intero panorama di mondi eterogenei, in cui l'etica si scinde e si moltiplica, dando vita a concezioni ora pragmatiche ora poetiche, a polemiche tanto aspre da generare vittime, a sperimentazioni mistiche accanto all'intransigenza inquisitoriale.
È da questo insieme di "etiche", la nostra storia, che continuiamo ad attingere le nostre speranze quotidiane, ma anche le nostre incertezze e i sempre difficoltosi paradigmi di dialogo con l'"altro".
I sofisti. Testo greco a fronte
Educatori d'immoralità, cattivi maestri che "come prostituti" offrono il loro sapere a chiunque sia disposto a pagarlo, spregiudicati, ipocriti e capziosi: fin dall'antichità i sofisti hanno goduto di pessima fama, e bisognerà aspettare le parole di Hegel e più tardi di Nietzsche per rivalutare "i veri maestri della Grecia antica".
Ma i sofisti, personaggi controversi e sfuggenti, ribelli e temerari, furono i protagonisti della vita culturale ateniese del V secolo a.C. e diedero vita al primo grande movimento filosofico della storia dell'antichità, mettendo in crisi l'ordine di valori e i presupposti teorici del pensiero antico.
In questo volume sono raccolte le testimonianze dei maggiori sofisti, da Protagora a Gorgia, da Crizia ad Antifonte, ne vengono spiegate le rivoluzionarie concezioni filosofiche e politiche, e la varietà delle problematiche etiche e metafisiche.
Nell'introduzione sono illustrati i principali temi toccati dai sofisti e la complessità dei loro riflessi nella storia del pensiero occidentale.
Giambattista Vico
Autobiografia. Poesie. Scienza nuova
Per il suo carattere di eccezionalità e di anticipo dei tempi, il pensiero di Vico non fu compreso pienamente dai suoi contemporanei.
Solo nel secolo successivo ebbe il giusto riconoscimento, con il Romanticismo, epoca ormai matura per comprendere la profondità delle sue vaste speculazioni: la concezione della storia, individuale e collettiva, come succedersi di "corsi" e "ricorsi" in un ciclo perenne; il valore riconosciuto alla fantasia e al primitivo come manifestazioni di verità; l'intuizione geniale - ricca di suggerimenti per il futuro della filosofia del linguaggio e delle teorie estetiche - che il pensiero non nasce anteriormente all'espressione, ma insieme con essa e inseparabilmente da essa.
Porfirio
L'antro delle ninfe
La letteratura classica nasconde alcune gemme che, per circostanze varie, non sono conosciute in maniera adeguata.
In questo breve scritto, dedicato al commento di alcuni versi dell'"Odissea" sull'antro dove Odisseo nascose i ricchi doni dei Feaci, si trova la condensazione, nel minimo numero di parole, della sapienza simbolica dell'antichità classica.
Quell'antro, spiega subito Porfirio, non si trova a Itaca né in alcun altro luogo.
Quell'antro è geroglifico del mondo stesso, un'ostensione figurata della vita e della morte.
James Hillman
La forza del carattere
Non sempre è giusto cedere al fascinoso luogo comune secondo il quale chi muore giovane è caro agli dei, perché "così come il carattere guida l'invecchiamento, l'invecchiamento guida il carattere".
La senilità, quindi, non è un caso, né una dannazione, né l'abominio di una medicina moderna devota alla longevità, ma la condizione naturale e necessaria affinché si verifichino l'intensificazione e la messa a punto del nostro carattere, ossia della forma del nostro durare.
Ma anche se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare è una forma d'arte che ogni essere umano deve affrontare perché la vecchiaia si configuri come una "struttura estetica" che permetta di svolgere il ruolo archetipico di avo cui ogni anziano è chiamato.
Oswald Spengler
Il tramonto dell'Occidente. Lineamenti di una morfologia della storia mondiale
È difficile trovare, nell'Europa degli anni venti, un'opera storica o filosofica che abbia avuto il peso e l'influenza culturale del "Tramonto dell'Occidente".
Immensa costruzione ideologica e mitologica, in cui una grande congerie di dati è ordinata in modo da costituire una struttura ciclica della storia, l'opera di Spengler ebbe una ricezione imprevedibilmente ampia; e il suo autore, da sconosciuto professore di provincia tedesco, divenne quello che si potrebbe dire "un filosofo di successo".
L'edizione qui presentata è quella del 1978 (Longanesi), a cui si aggiunge un'introduzione di Stefano Zecchi. La prima traduzione italiana dell'opera di Spengler è dovuta a Julius Evola.
Emil Cioran
Un apolide metafisico. Conversazioni
"Sebbene io abbia della vita una concezione tetra, ho sempre nutrito un grande amore per l'esistenza, un amore talmente grande da convertirsi in negazione della vita, perché non possedevo i mezzi per soddisfare la mia voglia di vivere".
Fra le tante, appuntite gemme racchiuse in questo volumetto, questo autoritratto spirituale di Cioran rappresenta la chiave che forse più di ogni altra permette di accedere ai segreti della sua anima in perpetua oscillazione fra il nulla e il tutto, in un dualismo esistenziale che intride anche ogni fibra della sua opera, diretta emanazione della vita.
Parte integrante di quest'opera si possono a buon diritto considerare le "Conversazioni", dove più apertamente si offre il lato ilare, vitale, corroborante di Cioran.
Christoph Riedweg
Pitagora. Vita, dottrina e influenza
Al nome di Pitagora sono associati elementi molto contrastanti: da un lato gli vengono accostati il cosiddetto 'teorema di Pitagora', teorie sui numeri, considerazioni sul carattere matematico degli accordi musicali; dall'altra la trasmigrazione delle anime, l'unità di tutti gli esseri animati, 'l'armonia delle sfere', il vegetarianismo, interessi esoterici.
A Pitagora spetta un posto nella storia della matematica, della scienza e della musica, ma anche della filosofia, della religione e della politica.
Chi fu veramente Pitagora di Samo? Che cosa possiamo sapere con sicurezza di questo scienziato-filosofo-guru-politico, avvolto dalla leggenda?
Nel libro di Christoph Riedweg la leggendaria figura di Pitagora viene studiata secondo una prospettiva 'a cerchi concentrici', fino a giungere al nocciolo storico autentico, dal punto di vista della biografia, della dottrina religiosa e del pensiero filosofico, per poi approfondire la 'storia degli influssi' del Pitagorismo nella cultura occidentale.
Al di là della mescolanza di invenzione e verità che caratterizza le antiche narrazioni, Riedweg procede alla ricerca del Pitagora storico, analizzando in particolare la 'società segreta' pitagorica e i pensatori influenzati da Pitagora e dai suoi discepoli. Vengono inoltre considerati il Medioevo latino, il Rinascimento, la Kabbala, Copernico e Keplero e, infine, il 'Pitagorismo armonicale' contemporaneo.
Baruch Spinoza
Opere
Il volume presenta tutte le opere del grande filosofo, a eccezione della "Grammatica ebraica", ritenuta dai più intraducibile.
Scritti talvolta in olandese ma soprattutto in latino, i suoi trattati rappresentano uno dei caposaldi della filosofia occidentale: oltre all"'Etica" i lettori potranno così leggere, ciascuno con un'esaustiva introduzione e ricche note, il "Breve trattato", il "Trattato sull'emendazione dell'intelletto", i "Principi della filosofia di Cartesio" con l'appendice delle "Riflessioni metafisiche", il "Trattato teolofico-politico" e il "Trattato politico".
Di tutti i testi si danno nuove traduzioni, condotte con assoluta coerenza terminologica.
Completano il volume le "Lettere" che, suddivise per corrispondenti, contribuiscono a mettere in rilievo discussioni connesse alla genesi di specifiche opere.
Hugo von Hoffmanstahl
La rivoluzione conservatrice europea
Secondo Hofmannsthal, lo spazio culturale di un popolo o di una nazione si identifica con la lingua, ma lo spazio culturale europeo, a causa della sua composita struttura, va individuato nello spirito.
E poiché lo spirito europeo si è forgiato nell'antichità greca e si è consolidato nel cristianesimo, è ad essi che bisogna ricorrere se si vuole rinsaldare l'identità dell'Europa.
I saggi raccolti nel volume presentano un'idea di Europa 'cristiana' che per quasi tutto il Novecento è stata anacronistica, a causa dell'ideologizzazione e della secolarizzazione che hanno dominato il 'secolo breve'. Oggi però l'idea di Hofmannsthal può trovare adeguata attenzione, anche all'interno del dibattito sui fondamenti spirituali della Costituzione europea.
Il concetto di "Rivoluzione conservatrice" sarà poi sviluppato dalla cultura europea, specialmente di lingua tedesca. In questo filone culturale vengono solitamente annoverati, tra gli altri, Spengler, Moeller van den Bruck, von Salomon, i fratelli Juenger, Schmitt, Heidegger.
Macrobio
Commento al Somnium Scipionis
Macrobio (V sec. d.C.) è stato uno dei maggiori neoplatonici pagani di lingua latina, insieme a Calcidio e a Marziano Capella.
Il Commento al Sogno di Scipione, oltre ai Saturnalia, è la sua opera più famosa e quella che ha avuto maggiori influssi nell'Occidente.
Il brano che narra il sogno del condottiero romano è tratto dal VI e ultimo libro della Repubblica di Cicerone e il commento presenta, in forma di annotazioni al testo ciceroniano, le più importanti dottrine della religione filosofica tardo-antica: l'esistenza del mondo intelligibile, l'immortalità dell'anima e i suoi destini ultraterreni, nonché i paradigmi della vita buona per l'uomo di quaggiù, insieme ad ampie digressioni sull'interpretazione dei tipi di sogni e sulle loro rispettive capacità profetiche, la scienza dei numeri pitagorici, la cosmologia, la geografia, i cicli del tempo, l'armonia delle sfere.
In tal modo Macrobio costruisce il più soddisfacente e più letto compendio enciclopedico latino sul neoplatonismo.
Il testo, criticamente annotato, è preceduto da un ampio saggio introduttivo di Ilaria Ramelli. Accompagna l'opera un'esauriente bibliografia e un indice analitico e la completa una ricca serie di appendici.
Lo stesso testo di Macrobio è impreziosito da illustrazioni per la maggior parte tratte da manoscritti e incunaboli che ne attestano la fortuna nelle varie epoche.