martedì 28 aprile 2009

I Giocatori


I Giocatori di Nanni Delbecchi

Un viaggio attraverso l'Europa, di due amici, uniti dalla passione per il gioco d'azzardo, visitano i principali casinò storici del Vecchio Continente. Un viaggio senza tempo, ricco di suggestioni e atmosfere che richiamano il passato dal punto di vista sia dei classici letterari russi come anche un'Europa che rivive un tempo passato. Sono ben diciasette le mete nell'attesa di poter andare alla sfida finale a Las Vegas per i campionati di poker.

Questo viaggio tra i tavoli dell´azzardo si svolge attraverso i più celebri giochi di casino come il baccarat (o chemin de fer), il black jack e le più scintillanti tra le slot machines.

Les jeux sont faits!

Editore: Feltrinelli Traveller

Pagine: 216

Data pubblicazione: 2000

lunedì 16 marzo 2009

Intervista a Penelope Guzman

Vi sono diversi modi per “approcciare” un romanzo giallo. Quando poi l’autore è un esordiente questo approccio si colora di una particolare sfumatura di curiosità e legittima aspettativa.

Eliott Parker, giallista esordiente nel panorama italiano, ha deciso questa volta di parlarci del suo romanzo “Penelope Guzman – Il colpevole” in una forma originale che non può non stuzzicare la nostra curiosità. Infatti piuttosto che raccontarci la trama del libro, Parker ci ha messo in contatto direttamente con la sua protagonista, Penelope. Una detective statunitense intelligente ed affascinante, conosciuta per la sua abilità e professionalità. Una donna dalla personalità complessa e multiforme, un intrigante mix di dolcezza e riflessività, impulsività e determinazione.

Andiamo quindi a conoscerla, con un’intervista esclusiva che spazia dalle sue indagini criminali agli aspetti meno conosciuti e più interessanti della sua vita personale.

- Ciao Penelope. La prima domanda è: quale è il tuo lavoro?

Risolvere casi ingarbugliati che la polizia non riesce a sbrogliare… e mi faccio pagare bene per farlo!

- Quanto reputi importante il lavoro nella tua vita?

Quando sono al lavoro in una scala da 1 a 10, 10. Quando decido di staccare, 0. Sempre che il lavoro non bussi alla porta della mia mente, il che accade spesso…

- Hai mai rotto un rapporto per colpa del lavoro?

Sì, anche rapporti importanti. E sarebbe ipocrita e falso dire che non erano rapporti veri.

- Credi che l’aspetto fisico sia importante nel lavoro

Sì, certo. Sarebbe irrealistico dire il contrario. In molte occasioni aiuta…e in molte occasioni ha aiutato anche me!

- Parliamo un po’ di te… quali sono i tuoi principali interessi?

Allora… mi piace uscire con gli amici, magari per una bella cena seguita magari da un bel film. Mi piacciono le vacanze, una bella spiaggia assolata o un bel parco di divertimenti sono il massimo per me. Non amo molto leggere e la sera a casa preferisco guardare la TV, LOST e CSI su tutto. Quando devo riflettere mi piace fare un bel giro sul mio Maggiolone cabrio o fare due passi tra i negozi. Quando poi voglio stare sola c’è una birreria che mi aspetta per un bel whiskey al miele…

- Sei innamorata? Sei mai stata innamorata?

Sì, sono stata innamorata. Ultimamente però sono più distaccata, ho maturato una certa “scorza”… forse per proteggermi?

- Descrivici il momento più bello della tua vita

Una spiaggia, tanti anni fa. Un uomo mi stringe. Tanto calore.

- Parlaci adesso del momento più brutto

La stessa spiaggia. Lo stesso uomo, tempo dopo. Sto piangendo. Il sole tramonta e fa molto freddo. Freddo dentro di me.

- Hai tanti amici?

No, ho pochi amici. Prima o poi indagherò sul perché, si preannuncia un’indagine interessante!

- Hai un animale domestico?

Il mio piccolo Felix!

- Quali sono i tuoi metodi anti – stress?

Ve ne sono molti ma il principale è una bella sigaretta… lo potete scrivere nell’intervista?

- Una considerazione più generale… cosa pensi della donna nella nostra società?

Che il primo limite di noi donne siamo noi stesse. Smettiamo di piangerci addosso e facciamo vedere di che pasta siamo fatte!

- Per l’ultima domanda torniamo al tuo lavoro… come ti presenti ad un nuovo cliente?

«So chi è lei, signor… E per quanto riguarda me, io sono la persona che sta aspettando. Sono Penelope. Penelope Guzman.»

martedì 3 marzo 2009

Il tratto che ci unisce

Cinzia Demi ha anime molteplici. O meglio, una anima grande, tanto da contenere, come in un sorprendente juke-box, varie anime o canzoni. In queste pagine, la dolcissima infaticabile Cinzia, ci dà le pagine di un suo diario, facendo per così dire un passo indietro, o forse in avanti, rispetto alla giovialità accesa con cui solitamente si presenta e di cui è tessuta ad esempio quell’altra sua recente opera di semiserissimo omaggio a Dante. Qui, un poco discosta dunque, e cedendo spazio a più ombre e a più modulazioni di lumi, lascia andare in una specie di continuum poematico, se pur offerto a brani, a lacerti, il diario suo minimo e profondo. I letterati di mestiere vedranno in controluce Caproni in certi andantini sorpresi e acuti, o sonderanno quanto l’omaggio alla poesia della Szimborska scenda dalle citazioni ai tessuti e a talune felici smagliature dello sguardo. Così come, le presenze di Pasolini e Fortini, e dell’ultima sezione civile, provvedono a rammentare la natura mai intimista del personale percorso della Demi. La sua è una poesia tesa a rammagliare il mondo. Una lotta per non dare perduto nulla delle relazioni principali, e dei tesori della percezione anche occasionale. Una poesia di veglia, e di una veglia che brucia sia ai margini della città contemporanea e dei suoi vivissimi drammi, sia nel luogo feriale e femminile, la cucina. Un libro che ha sempre qualcosa in tavola: troverete pane, torte, anche tagliatelle. Su una tavola però colta nei momenti soprattutto di preparazione, e specialmente di quella preparazione quasi magica, di pienissima solitudine che però è al tempo stesso vivissima partecipazione al mondo e alle persone care che è la preparazione di notte.

Sono quelle strane veglie femminili di cui vediamo i segni –noi che di notte spesso conosciamo le strade fino all’alba- in rare finestre illuminate, in alte specole di condomini, quasi come disperse luci votive mentre la notte cambia colore. In quella veglia solitaria e popolata di attesa, di dialoghi muti con le presenze necessarie, Cinzia Demi trova lo spazio, tra visioni e movimenti da filastrocca, tra tensioni da madre e illuminazioni di figlia, per sentire il tessuto della sua vita nel mondo. Ma non si pensi a una poesia da “nido”, né a qualcosa di patetico-familistico. Il biglietto su cui i genitori segnarono una data antecedente alla sua nascita, o la tesa attenzione alla figlia, sono i dolci artigli che rompono la scena del presente e aprono al viaggio, fatto pure a tentoni, che connette il passato e il futuro e, in definitiva, aprono all’interrogarsi sul tempo e sul suo significato. Non a caso, il nome per quanto intimidito di Dio, imparato e ripetuto con sapore di fede profonda e popolare, non può trattenersi dal fiorire in questa poesia come nome a cui rivolgere l’invocazione aperta e fiduciosa sul senso misterioso del destino. Le partizioni del libro, se si eccettua l’ultima sezione, diseguale, non sono cesure ma segnali per indicare lievi rotazioni della prospettiva. La voce però batte sulle medesime corde, il controllo musaico dei versi non cede, e l’attenzione vigile sulle misure, segno di un lavoro colto e curioso, ci offrono infine una raccolta compatta, e, secondo la campitura permessa dalle architetture profonde di questa voce, posso dire compiuta. (Davide Rondoni)

mercoledì 25 febbraio 2009



ANONIMO DEL X SECOLO, LA NAVIGAZIONE DI SAN BRANDANO
A cura di Elena Percivaldi
pp. 224 - € 18,00

La navigazione di San Brandano è un classico della letteratura medievale; l’autore fu probabilmente un ecclesiastico irlandese, che si basò sul patrimonio leggendario della sua terra, inserendovi spunti di derivazione cristiana.

Brandano, abate benedettino irlandese (Clonfert), è un santo, vissuto nel VI secolo: si procurò fama di navigatore fondando monasteri sulle isole tra l’Irlanda e la Scozia. Forse sbarcò, prima di Cristoforo Colombo e dei Vichinghi, nelle terre che poi si sarebbero chiamate America. Il mito lo trasfigurò, immaginandolo alla testa di una ciurma di monaci, alla ricerca di un paradiso terrestre e dei santi situato su un’isola misteriosa, facendo vari incontri con creature fantastiche di ogni tipo che fanno quasi di questo libro un precursore della letteratura fantasy.

L’opera, tradotta nel corso dei secoli in varie lingue, è considerata tra le fonti di ispirazione della Divina Commedia di Dante.

martedì 24 febbraio 2009

Classici dietro le quinte

ISBN: 9788842088424

Autore: Giovanni Ragone

Classici dietro le quinte. Storie di libri e di editori. Da Dante a Pasolini

Ludovico Ariosto decide di tramutarsi in editore di se stesso, compra una montagna di carta per stampare il Furioso, ma tre quarti delle copie restano invendute. Dalle prime due edizioni dell’Ortis Ugo Foscolo non riceve alcun guadagno: con la scusa dell’anonimato l’editore gli ruba la paternità del libro. Nel 1878 Treves lancia per Cuore una campagna pubblicitaria senza precedenti, anche se sa bene che De Amicis non ha scritto ancora una sola pagina. Carlo Emilio Gadda invece è solito promettere le sue opere sempre a editori diversi (anche in contemporanea), ed Einaudi dovrà pazientare quasi un ventennio - e sopportare più di una ‘mattana’ - per pubblicare La cognizione del dolore. Nel 1955, a bozze già pronte, Livio Garzanti costringe Pasolini a ‘purgare’ e riscrivere Ragazzi di vita, preoccupato che un ‘libro di racconti’ venda meno di un romanzo vero e proprio.

Fin dagli albori della stampa nel Quattrocento, dalle prime edizioni di Dante e Petrarca, di Pulci e Boiardo, la letteratura trabocca di storie come queste, vicende di libri irresistibilmente portati a generare un proprio doppio romanzesco: quello editoriale.

Fra ripensamenti, traversie e strategie mercantili - a volte clandestine - che hanno scandito, pilotato, e spesso segnato la nascita dei più grandi capolavori della letteratura italiana, nel serrato racconto di Giovanni Ragone si rivelano gli ambienti della Galassia Gutenberg: l’insospettato retroscena dei nostri classici.

venerdì 20 febbraio 2009

Le stanze gotiche

ISBN: 9788802080949

August Strindberg

Le sale gotiche. Destini familiari sul finire del secolo

“Le Sale Gotiche” è il nome di un locale di Stoccolma, quello stesso, radicalmente ristrutturato, che in precedenza era denominato La Sala Rossa e nel quale era ambientato l’omonimo romanzo sociale e satirico scritto da Strindberg 25 anni prima. La stessa ambientazione (rimodernata) fa da palcoscenico agli stessi personaggi, quantomeno a quelli sopravvissuti. E inizia una sorta di “come eravamo” che coinvolge in uno spietato raffronto persone e situazioni sociali e politiche. I personaggi centrali sono i fratelli Borg, un tempo progressisti e attivi nelle battaglie per il rinnovamento che ora sentono (e con loro, soprattutto, i figli) una forte insofferenza nei confronti del materialismo e del positivismo imperante.

II radicalismo che si oppone al vecchiume e vuole abbatterlo raggiunge momenti di satira esilarante dove la scrittura arrabbiata di Strindberg diventa particolarmente graffiante: si vedano i veementi attacchi di Gustav Borg contro la cultura stantia che si produce all’università e contro i privilegi del clero. Quello che non è cambiato nel volgere del tempo (anzi si è esacerbato; d’altra parte è proprio nel 1904, data di stesura del romanzo, che Strindberg divorzia definitivamente dalla terza moglie), nei personaggi che parlano con la voce del loro autore, è l’astio antifemminista, e la convinzione che l’amore sia lotta tra i sessi.

venerdì 23 gennaio 2009

Le campane di Bicêtre

ISBN: 9788845923517

Georges Simenon



Le campane di Bicêtre

Quando comincia a riprendere conoscenza in una delle uniche due camere singole dell’ospedale di Bicétre, Rene Maugras, direttore del principale quotidiano parigino, di quanto è avvenuto la sera precedente ricorda poco o nulla: sa che era a cena, come ogni primo martedì del mese, nella saletta privata del Grand Véfour (uno dei più antichi ristoranti della capitale, e anche uno dei più esclusivi) con un gruppo di amici i quali, come lui, possono considerarsi a giusto titolo, ciascuno nel proprio campo, dei personaggi molto, molto importanti - degli uomini arrivati, come si dice. A un certo punto era andato alla toilette, e lì (come scoprirà più tardi) lo avevano trovato, privo di sensi, un quarto d’ora dopo. Sa quindi di essere vivo, e dai luminari convocati al suo capezzale si sente dire che guarirà, che ricomincerà a muovere il braccio destro, che potrà di nuovo parlare.

Ma Rene Maugras sa anche un’altra cosa: che non gli importa. A poco a poco, attraverso il groviglio di pensieri gli affollano la mente, si fa strada una domanda: “A che scopo?”. A che scopo essere diventato un personaggio importante, a che scopo essersi dato tanto da fare - a che scopo vivere, in definitiva? Mentre tutti si chiedono che cosa gli passi per la testa, Maugras, con la lucidità di una solitudine interiore spogliata da ogni maschera, fa un bilancio impietoso della propria esistenza, interrogandosi sul senso di quanto hanno fatto lui e quelli come lui per per diventare ciò che sono.

mercoledì 7 gennaio 2009

Cabaret Voltaire

ISBN: 9788845261756

Pietrangelo Buttafuoco

Cabaret Voltaire. L’Islam, il sacro, l’Occidente

“La destra non è altro che la sinistra al culmine della sua fase senile. La guerra al sacro, mai portata a termine dalla sinistra, viene più efficacemente condotta dalla destra occidentalista, e non con la costruzione razionale della scienza, ma con le bandiere della libertà e della democrazia, due illusioni che non hanno neppure bisogno di nutrire utopie ma solo di formale enunciazione. Là dove il materialismo scientifico ha fallito, infatti, riesce il Pentagono, con il pensatoio destra liberale che impone il modello unico dell’individuo costretto a un solo destino: il consumo. E la consunzione di sé”.

Questa, icastica e implacabile, la condanna che pronuncia Pietrangelo Buttafuoco in questo libro. Un’accusa che, tuttavia, apre spiragli di comprensione importanti della realtà in cui viviamo. Prima di tutto nei confronti dell’Islam che, lungi dall’essere quello dipinto dalla cronaca giornalistica o dalla falsa democrazia liberale e statunitense, si dimostra straordinariamente vicino al valore che l’Occidente, tutto paillette, lustrini e televisione pornografica, sta cercando di rimuovere: il sacro, le forze primordiali della natura, i legami originari.

Cabaret Voltaire è un libro che segna un nuovo punto di inizio nel faticoso tentativo di comprensione dell’Islam, dei suoi rapporti con il cristianesimo, con il liberismo, con il mondo: oltre le categorie, inutili e stantie, di destra e sinistra, oltre ogni ideologia, per giungere al cuore delle cose.

Viaggio ai confini del mondo

ISBN: 9788890144455

Enrico Mazzoli

Viaggio ai confini del mondo. La spedizione polare Weyprecht-Payer. Alle origini dell’anno polare internazionale 2007-2008

Viaggio ai confini del mondo vuole ricordare la drammatica Spedizione Polare Austro-Ungarica del 1872-74, che portò alla creazione, delle prime stazioni scientifiche intorno ai Poli e che ora, nel 125° anniversario del varo del progetto, vede la comunità scientifica di tutto il mondo impegnata nell’Anno Polare Internazionale 2007-2008. Questo libro vuole ricordare quella lontana impresa polare, rendere omaggio alla cultura scientifica e marinara della Trieste del Secolo XIX, origine della odierna “Città della Scienza”; e vuole ricordare il tedesco, ma triestino d’adozione, Carl Weyprecht che non solo seppe condurre un’importante spedizione al Polo, ma che da Trieste promosse quello che gli scienziati definiscono il più grande progetto di ricerca scientifica della storia. Vuole, infine, essere una testimonianza del grande valore dei marinai triestini, istriani e dalmati, che tra i ghiacci dell’Artico si comportarono da veri eroi.

venerdì 24 ottobre 2008


Raj Patel, I padroni del cibo, Feltrinelli, Milano 2008.

Circa un miliardo di persone nel mondo è denutrito. Un altro miliardo è obeso. Quasi metà della popolazione mondiale vive quotidianamente il problema di un'alimentazione insufficiente. L'altra metà soffre dei tipici problemi legati a un'alimentazione sovrabbondante e alle disfunzioni che ne derivano: diabete, eccesso di peso, problemi cardiocircolatori. È un paradosso?

Solo apparente, argomenta Raj Patel, perché questo stato di cose è l'inevitabile corollario di un sistema che consente solo a un pugno di grandi corporation di trarre profitto dall'intera catena alimentare mondiale.

I padroni del cibo è un'indagine che svela per la prima volta i retroscena della guerra in corso per il controllo delle risorse alimentari: un vero e proprio giro del mondo che spazia dall'aumento dei suicidi tra i contadini asiatici alle sventurate conseguenze degli accordi commerciali tra Messico e Stati Uniti, dell'emergere dei movimenti dei senza terra in Brasile al fallimento di molte produzioni agricole africane, fino a toccare le sofisticate tecniche di manipolazione dei consumatori nel ricco Nord del mondo.